Il pannello radiante RAYP® di nuova concezione, già oggetto di brevetto industriale, si basa su tecnologie realizzative e produttive proprie dell’industria del freddo.
Nella sua realizzazione più semplice è costituito da un pannello di lamiera zincata sulla quale viene fissata una circuiteria in tubo di rame costituita da un collettore di mandata ed un collettore di ritorno per l’acqua di alimentazione, collegati fra loro da più circuiti a serpentina.
La similitudine in lunghezza, forma e materiale delle serpentine garantisce il bilanciamento automatico dei circuiti in portata. La unidirezionalità dell’irraggiamento di calore verso l’ambiente da riscaldare o da raffrescare è garantita da uno strato di poliuretano espanso iniettato sotto pressa.
Il pannello radiante modulare autobilanciante RAYP è composto da uno scatolato di lamiera zincata nella quale, una faccia viene riscaldata o raffrescata per mezzo di una tubazione in rame realizzata a serpentina posta a contatto di essa e all'interno della quale è fatta circolare acqua calda o fredda, mentre la superficie opposta è isolata termicamente ed acusticamente grazie ad uno strato di poliuretano che conferisce robustezza e leggerezza al manufatto.
Il tamponamento finale, sia esso realizzato mediante lastre di cartongesso o striscie di perlinato o quant’altro, costituisce il vero elemento radiante.
Il miglior risultato si ottiene col posizionamento a soffitto, ma può anche essere fissato a parete o a pavimento.
La struttura metallica che racchiude il pannello radiante RAYP, oltre alla funzione portante, ha anche quella di ottimizzare la distribuzione termica su tutta la superficie di contatto con il tamponamento, al contrario di altri sistemi di irraggiamento che non prevedono alcun metallico interposto.
La denominazione modulare riguarda la rapidità e semplicità di installazione: di larghezza pari a 540 mm, è realizzato in moduli di lunghezza multipla di 720 mm, da 1 fino a 4 moduli in un unico pezzo.
Esso contiene internamente sia gli elementi di scambio termico (“serpentino”), che gli elementi di distribuzione dell’acqua (“collettori di mandata e ritorno”); tutti i componenti interni (serpentini e collettori) sono in rame e garantiscono pertanto una durata pressoché illimitata.
I collettori sono stati progettati per realizzare un collegamento idraulico pratico e veloce fra un pannello e l’altro, che avviene mediante raccordi rapidi tipo “John-Guest” o similari, usati tradizionalmente in idraulica.
La denominazione autobilanciante si riferisce al circuito idraulico che si viene a realizzare nell'unione dei pannelli: essendo ogni modulo costituito da un serpentino in rame della medesima lunghezza, si viene a realizzare un circuito di utenze uguali e collegate in parallelo fra loro; pertanto la portata d'acqua si suddivide automaticamente in parti uguali, per una linea di pannelli che può arrivare a contenere fino a 40 moduli. In tal modo non occorre utilizzare alcun riduttore di flusso per bilanciare i circuiti, ma basta avere l’accortezza di collegare gli ingressi e le uscite dei circuiti da parti opposte.
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